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C-130H HERCULES A.M.I.
Il Lockheed C-130 Hercules e' un aereo che non ha certo bisogno di presentazioni.
Dal suo primo volo, avvenuto il 23 agosto 1954, e' stato prodotto in oltre 2.000 esemplari, suddivisi in un numero quasi infinito di versioni e sotto-versioni, ed utilizzati da decine di paesi in ogni parte del mondo.
Dopo essere succeduto svariate volte a se' stesso, e' tuttora il miglior aereo da trasporto tattico disponibile, e continua ad essere prodotto nella sua piu' recente versione C-130J.
L'Hercules arriva in Italia il 26 marzo 1972, quando il primo C-130 atterra all'aeroporto di Pisa S. Giusto.
Ordinato in 14 esemplari per la nostra 46° Aerobrigata (Matricole Militari da 61988 a 62001, numeri individuali da 46-02 a 46-15), ha svolto per decenni in maniera egregia il suo lavoro, e solo recentemente gli ormai logori C-130H sono stati sostituiti dai nuovi e piu' prestanti C-130J.
All'entrata in servizio i velivoli dell'A.M.I. erano dipinti interamente in Alluminio, con la parte superiore della fusoliera in Bianco Lucido; Le walkways sulle ali e sulla fusoliera erano in Grigio FS. 36595.
I C-130 mantennero questa colorazione fino al 1985, quando il 46-11 usci' dalla revisione presso le Officine Aeronavali di Venezia presentando la nuova colorazione mimetica opaca a bande irregolari di Grigio Mare Scuro (FS. 36132) e Verde Scuro (FS. 34086), tranne per le superfici inferiori rimaste Alluminio.
Per realizzare il mio Hercules sono partito da un recente kit della Minicraft, in scala 1/144, dedicato proprio al C-130H.
La scelta della scala 1/144 e' stata dettata da due motivi:
1) realizzare un aereo di una dimensione sufficientemente contenuta, coerente con le mie esigenze casalinghe di spazio (anche in scala 1/72, l'Hercules e' un GRANDE aereo !)
2) sperimentare cosa e' possibile realizzare in una scala cosi' ridotta, cercando di ottenere comunque un risultato di buona qualita' modellistica.
Aperta la scatola del kit, verifico con i disegni in scala che forme e dimensioni sono molto corrette, anche le linee incise dei pannelli, naturalmente un po' grosse, riproducono posizione e forme della pannellatura dell'aereo vero.
Anche le gondole motori sono ottime, della giusta forma, con scarichi corretti e con le grandi eliche quadripala ben riprodotte.
Il kit comprende anche la possibiita' di presentare il vano di carico aperto, con la rampa in due parti e un abbozzo degli interni (paratia di fondo con la porta, pavimento e soffitto vano di carico).
Nelle stampate sono inoltre previsti anche i pezzi per realizzare una cannoniera AC-130.
Bello il foglio decals, dedicato soprattutto ad un colorato esemplare della U.S. COAST GUARD in bianco e rosso, e in alternativa un esemplare "grigio" delle Forze Aeree Canadesi.
In sostanza un buon kit, semplice ma un'ottima e corretta base di partenza per la realizzazione di un C-130H, e non solo...
Il modello si monta bene, con un po' di attenzione alla vetratura dell'abitacolo e alla giunzione fra ali e fusoliera.
Tanto per soffrire un po' di piu' decido di autocostruire la scaletta di accesso dell'equipaggio, ovviamente con interni e abitacolo, seggiolini, cruscotto ecc.
Chiusa la fusoliera e assemblati i pezzi principali dell'aereo, ho rifinito con cura estrema tutte le giunzioni, data la scala.
Mi sono quindi dedicato alla autocostruzione di TUTTI i particolari dell'aereo, mancanti o comunque inadeguati a causa della ridotta scala.
Disegni in scala e spaccati alla mano, ho riprodotto e migliorato con cura direi certosina tubi di pitot, antenne di varie forme e dimensioni, prese d'aria, sfoghi d'aria, particolari dei motori, eliche, scarichi elettrostatici, luci, particolari dei carrelli e della pancia del velivolo, fino ai tergicristalli sul muso...
Per la colorazione ho scelto quella portata al momento della consegna all'A.M.I., in alluminio e bianco lucido: una livrea decisamente piu' accattivante delle solite mimetiche grigio/verde o tuttogrigio, e per di piu' originale, in quanto portata solo dai nostri C-130H.
La colorazione non ha presentato particolari problemi (gli ALCLAD come al solito sono favolosi...), anche se ha richiesto un grosso lavoro di mascherature, reso piu' difficile dalla scala ridotta.
La vera difficolta' sono state le decals, in quanto totalmente inesistenti, non solo nella scatola ma anche in commercio, tranne che per gli stencils.
Per i distintivi di nazionalita' non e' stato troppo difficile, coccarde tricolori della giusta dimensione sono state reperite nella mia "banca" dei fogli aggintivi.
La numerazione individuale 46-05 e lo stemma della 46° Aerobrigata sono saltati fuori da un foglio Italian Kits dedicato agli aerei italiani attuali, in 1/48.
Incredibilmente, il "font" delle cifre e' rimasto lo stesso, nonostante i decenni passati, e la dimensione delle attuali insegne ridotte, in 1/48, corrispondeva quasi perfettamente alle stesse, di grandi dimensioni, in scala 1/144.
Il problema e' stato che le cifre attuali sono disegnate da una doppia linea grigia sui bordi, senza colore all'interno, mentre i codici degli anni '70 erano cifre "piene" di colore nero, il che mi ha costretto a "riempire" a pennellino i numeri.
Ancora peggio per le M.M., che ho dovuto ricostruire carattere per carattere, ritagliando ogni cifra da altri fogli decals per poi ricomporle sulla coda dell'aereo.
Infine lavaggi, invecchiamenti e sporcature hanno dato la giusta aria "vissuta" al mio 46-05.
In conclusione, direi che il mio "esperimento" ha avuto esito positivo: mi sono divertito a riprodurre un bel quadrimotore, la scala 1/144 richiede molta cura e pazienza, ma si puo' comunque riprodurre aerei con una buona qualita', e mantenendo dimensioni accettabili !
Modello e articolo di Alessandro Gelli










