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PANZER IV (H)
IL MODELLO
La scatola di partenza che ho utilizzato e’ quella della Tamiya art. 35209 (early version), molto fedele al modello che volevo realizzare.
Per iniziare sono partito dagli interni, utilizzando i vari kit della CMK driver’s set art. 3012 che comprendono la parte della trasmissione e vano guida.
Con del plasticard di 0,25 ho rivestito i lati interni per coprire alcune sbavature dello stampo. Dopo aver tagliato tutte le stampate ho assemblato il tutto aggiungendoci, come da foto originali ricavate dal libro “Tanks in detail panzer IV”, tutti i cavetti e varie molle ricostruite con del finissimo filo di rame. La spalliera del capocarro e’ stata autocostruita ricavando le varie molle di appoggio schienale.
Passando alla seconda fase, ho utilizzato il set CMK. interior set art. 3016 che comprende il vano di combattimento e tutti gli interni della torretta, che ho montato in un secondo momento.
La parte piu’ complessa e’ stata quella della zona motore , perche’ mi piaceva riprodurre i cofani tutti aperti, cosi con molta attenzione ho inciso le parti da togliere, senza rovinare le chiusure.
Nella parte superiore sono stato riprodotte le saldature utilizzando dello stucco , mentre nella parte interna sono state aggiunte le ventole della Tank Workshop, scavando il tutto con una fresa, trattandosi di uno stampo pieno in resina.
Il coperchio del radiatore e’ stato migliorato con del plasticard, e ho riprodotto le varie maniglie di chiusura.
Il kit utilizzato per il motore e’ quello della Verlinden che avevo accquistato molto tempo fa ad un mercatino , come qualità non era a livello di quello CMK ma con una buona documentazione sono riuscito a migliorarlo aggiungendoci le cinghie di trasmissione e le griglie.
La parte superiore dell’interno guida e’ stata migliorata aggiungendoci i periscopi, e tutto il set della mitragliatrice con l’aggiunta delle maniglie proveniente dal set CMK.
La parte piu’ complessa era quella di sostituire i parafanghi laterali in plastica con quelli fotoincisi della ABER , lavoro che ha richiesto molta pazienza.
Dopo aver assemblato le due strutture ho adattati i due parafanghi allo scafo facendo attenzione che il tutto tornasse a dovere, aggiungendo nella parte posteriore e anteriore le relative molle di chiusura ottenute con del filo di rame attorcigliato ad un tubetto di ottone.
Arrivati a questo punto, ho iniziato il lavoro del treno di rotolamento sostituendo tutti i ruotini e le barre di fissaggio con quelli del kit della Tristar, che e’ bellissimo e molto adatto per ambientare il modello su un terreno sconnesso perche’ le balestre si adattano al movimento.
Un’altra parte difficile e’ stata quella di riprodurre tutto il sistema di meccanizzazione della ruota dentata anteriore essendo non piu’ inserita per la scena che dovevo realizzare.
Utilizzando la mia documentazione sono riuscito a fare un buon lavoro, utilizzando plasticard di diversi spessori e piccoli ingranaggi da servocomandi.
I cingoli li ho sostituiti come al mio solito con quelli della Friulmodel (maglia singola) adattandoli alle esigenze del diorama.
La parte superiore dei parafanghi e’ stata dettagliata con le due marmitte di aspirazione ricostruite con del lamierino di rame modellato e aggiungendo alle estremita’i due coperchi fotoincisi della Aber, i vari attacchi degli attrezzi(maniglie, galetti, ganci) sono stati tutti sostituiti con quelli della Aber, aggiungendo dove desideravo i vari attrezzi abbandonati utilizzando il kit in resina della Royal Model per il Panzer IV.
LA TORRETTA
Rifacendoci al kit che ho citato prima, ho assemblato l’interno della torretta che comprendeva tutta la struttura del cannone , e quella del cestello, dove ci sono i vari sedili dei serventi e quello del capocarro.
Dopo aver stuccato le varie imperfezioni del kit in plastica, ho assemblato il tutto con colla cianoacrilica, aggiungendoci come da foto originali tutti i cavetti e le scatole elettriche, ottenuti con filo di rame e plasticard.
Anche la parte superiore e’ stata dettagliata utilizzando del plasticard per foderare la struttura e coprire eventuali imperfezioni dello stampo.
La parte del cannone e’ stata migliorata facendo le saldature con lo stucco e sostituendo la canna con quella in alluminio della Eduard.
La cupola e’ stata dettagliata con le fotoincisioni Aber, mentre i periscopi sono stati sostituiti con quelli in resina della CMK.
Gli skirts (protezioni) della torretta sono stati tutti sostituiti con fotoincisioni utilizzando sempre il kit della Aber, montandoli tutti con dello sprue stirato e scaldato per evidenziare i rivetti di fissaggio.
Anche i portelli di apertura laterali sono stati migliorati con cerniere e con le maniglie.
Gli attacchi degli skirts laterali dello scafo sono stati adattati al modello utilizzando quelli in fotoincisioni della Aber, piegati e saldati tra loro. Nella parte laterale sinistra ho voluto fare una modifica, dovevo evidenziare lo skirts colpito cosi ho modificato il supporto vicino alle due marmitte di areazione scorciando il pezzo e piegandolo come desideravo.
LA COLORAZIONE
Come prima cosa ho steso sul modello una mano di fondo aggrappante tamiya, successivamente con del desert yellow miscelato con del gloss varnish diluiti con trementina ho dato la prima mano di fondo.
Dopo alcune ore ho ombreggiato il modello con del rubber della Model Master sugli angoli, sui bulloni e sugli incavi.
Dopo aver atteso qualche giorno ho preparato la solita miscela di desert yellow 93 piu’ gloss varnish, stesa leggermente a velatura facendo diverse passate su tutto il modello, mentre la parte centrale dei pannelli e’ stata schiarita con il colore di base aggiungendoci gradualmente del matt white 34.
Arrivati a questo punto passiamo alla mimetica marrone rossiccio, utilizzando come base il brown 160 Humbrol miscelato con il gloss varnish della Humbrol.
Per il verde chiaro e’ stato utilizzato il light green 117 piu’ dark green 195, e desert yellow mescolati con il trasparente lucido Humbrol.
Per proteggere il lavoro effettuato ho applicato sul modello alcune mani leggere di matt varnish della Revell.
Dopo aver fatto riposare il modello per qualche giorno, sono passato alle lavature, utilizzando del colore scenic truck 173 Humbrol mescolato con del matt black diluito al 50% con trementina, per far scorrere il colore nelle parti piu’ incavate.
Con un finissimo pennello ho trafilato tutti i dettagli in rilievo intorno ai bulloni, alle saldature ecc.
Modello e articolo di Stefano Prezzolini










